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Ponce a vela e Torpedine al Cacciucco Pride

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Cosa c’è di meglio di un buon Ponce alla livornese o di una speziata Torpedine capace di tenere svegli i pescatori durante le freddi notti d’inverno? Ecco che queste due tipiche bevande livornesi non potevano mancare all’interno el Cacciucco Pride. E dove guastarle al meglio se non al Drupacaffè?
Drupacaffè la caffetteria di via Marradi 147 specializzata nella degustazione del caffè, che va oltre il classico espresso. In che modo? Con i metodi di estrazione alternativi, con la vendita diretta del caffè macinato fresco, con le ricette a base di espresso originali e deliziose, con aperitivi al caffè  singolari e unici e, ovviamente, con le  due  bevande tipiche della tradizione labronica quali la “Torpedine” e il “Ponce a vela”. Ma non finisce qui. Quando dici Ponce a Livorno il richiamo viene spontaneo al Bar Civili di via del Vigna, 55 E saranno proprio loro, i titolari del famosissmo bar dove si gioca ancora a briscola e scopa e dove si beve Ponce, King-Kong e Persiane fino a tardi che scenderanno in piazza per il Cacciucco Galà offrendo a tutti i partecipanti alla cena il mitico “Ponce de’r Civili” detto, ovviamente alla livornese.
Ma andiamo a riscoprire le nostre radici. In molti magari bevono il “Ponce a vela” o la “Torpedine” e magari non ne conoscono le origini. Prendiamo la macchina del tempo e facciamo un tuffo nel passato scoprendo cosa sono e come sono fatte queste due bevande nate all’ombra dei Quattro Mori.

LA TORPEDINE – Metà 1800, Livorno era città di porto e di pesca, uomini forti e cucina piccante. Compito arduo quello dei baristi dell’epoca: avevano bisogno di una bevanda alcolica, forte, ma che fosse anche in grado di tenere svegli i pescatori che, nelle lunghe notti d’inverno, andavano o tornavano dal lavoro; ma non solo, questa bevanda doveva anche riuscire a sposare ed esaltare i forti sapori della cucina livornese, come la zuppa di pesce, il famoso Cacciucco. Alcuni cominciarono a mescolare Rum inglese (portato dalle navi inglesi che spesso sostavano nel porto) con altri liquori, aggiungendo zucchero, bollendolo e versandoci per ultimo del caffè, per renderlo ancora più forte; altri , usando sempre come base il Rum inglese, lo scaldavano aggiungendo grani di pepe, o peperoncino oppure lo zenzero. Insomma ognuno cercava di fare qualcosa di personale che lo differenziasse dagli altri.

Questi infusi ebbero diversi nomi dati sia dai baristi dell’epoca, sia  dai  livornesi: uno  di  questi,  e forse  il  più famoso, è  LA TORPEDINE, nome dato per chissà quale motivo. Possiamo supporre, forse, perché ricordava ai vecchi pescatori la forza della scossa che dà l’omonimo pesce o chissà per quale altra ragione. Non solo non siamo certi dell’origine della Torpedine, ma neppure rintracciamo testimonianze della vera storia . Tutto ciò che troviamo sono solo supposizioni o vecchie storie tramandate. Vere? Mah! Di una cosa siamo sicuri, che Livorno è piena di storie e ognuno scrive la sua.

IL PONCE A VELA  – Il Ponce è una bevanda alcolica a base di caffè che si diffuse a Livorno a partire dall’Ottocento, anche se le sue origini si narra che risalgano alla metà del 1600.

Originariamente il Ponce, nel periodo storico tra Ottocento e Novecento, consisteva nella bollitura del caffè macinato in una pentola piena d’acqua che, secondariamente, veniva  filtrato con un panno di lana e convogliato nella caffettiera. Al momento di berlo veniva aggiunto un misurino di rumme – come si diceva a Livorno.

Fin dalle sue origini, il Ponce alla livornese, che è una bevanda unica al mondo, è stato considerato, oltre che un  conforto per gli animi depressi, un miracoloso rimedio per raffreddori e stati febbrili tipici del periodo invernale. Bastava annusare il Ponce per sentirne un giovamento. Poichè all’epoca in caso di malattie da raffreddamento, tosse e mal di gola, l’unica alternativa era una visita dal dottore, che costava molto e non tutti potevano permetterselo, ecco che il Ponce assumeva un duplice ruolo curativo e piacevole.

Ma anche i nostri pescatori avevano bisogno di una bevanda alcolica, forte, ma che fosse anche in grado di tenerli svegli , grazie al caffè, nelle lunghe notti d’inverno, quando andavano o tornavano dal lavoro . L’ingrediente che lo rende unico è noto alla popolazione livornese come rumme (ponce alla livornese).
Il ragionier Gastone Biondi, anziché distillare rum dalla melassa, provò una mistura di alcool , zucchero e caramello, aromatizzato con una dose giusta di vero Rum. Il risultato fu il mitico rumme (ponce alla livornese).

E la vela? Che cos’è? Una scorzetta di  limone!  Poiché a quei tempi l’igiene non era molto diffusa vi era una pratica comune che consisteva nello sfregare il bordo del bicchiere con una buccia di limone, pensando di  rendere  il servizio più pulito. La buccia di limone poi veniva lasciata in vista sul bordo . Da qui la denominazione di vela: la scorza veniva paragonata alla vela di un vascello.

La Torpedine e il Ponce a questo punto sono pronti per essere bevuti, dopo un bel pranzo o una bella cena, magari a base di Cacciucco, in qualunque periodo dell’anno.